Il vinile non è mai morto.

Riportiamo indietro le lancette della musica mondiale.

La musica è diventata velocemente virtuale.

Volevano convincerci che ormai fosse tutta così, prima ancora di Spotify, chiunque scaricava o ascoltava in streaming. Però l’oggetto fisico ha un suo fascino particolare, dato dalle copertine, dal senso del possesso e dalle tante emozioni che proviamo ogni volta che prendiamo in mano un vinile. L’appassionato di musica, infatti, ama anche l’oggetto e, seppur si era adeguato al cd che è comodo e pratico, qualche cosa gli mancava.

Nel passaggio da vinile a CD la domanda che si facevano in molti era quale dei due fosse meglio.

Il vinile non è meglio del CD. E il CD non è meglio del vinile. Sono due formati molto diversi e difficili da paragonare, ognuno con le proprie forze e debolezze. Eppure c’era il mito della superiorità assoluta del vinile. Ma come mai il vinile era considerato superiore al CD?

Il suono registrato sul vinile è analogico, esattamente come quello che viene suonato nello studio di registrazione. In che parole, una puntina scava in una membrana un solco che rappresenta il suono. Senza approssimazioni.

Come si sente? La puntina del giradischi passa nei solchi del vinile che, a seconda della forma che hanno, producono delle vibrazioni che vengono ritrasformate in suono. A occhio nudo tutti i vinili sembrano simili ma, in realtà, ogni cerchio del disco è scavato in modo diverso e ogni curva su cui corre la puntina è un pezzetto di una canzone.

Il vinile, prodotto di nicchia mai abbandonato dagli appassionati, sta conoscendo un periodo di vera e propria rinascita con cifre di distribuzione che non si vedevano dai primissimi anni ’90.

La rinascita del vinile è avvenuta con l’idea di ristampare pezzi ormai rari e non per nuove edizioni. Molti vinili d’epoca erano diventati rari, alcuni proprio non si trovavano più e uscivano quindi nuove edizioni limitate. A novembre 2015 il vinile si assestava intorno al 4% del mercato discografico italiano, con un aumento delle vendite rispetto all’anno precedente pari al 74%. Di tutto questo grande mercato ne rimane però fuori l’usato che, tra fiere ed eventi, ha una certa rilevanza che non è facile quantificare.

Nel periodo compreso dal 30 dicembre 2016 al 29 giugno 2017, i dati parlano chiaro: il vinile continua a vendere ancora moltissimo, anche grazie ai grandi nomi del classic rock.

In testa alle vendite infatti svetta Roger Waters, con il suo “Is this the life we really want?”.    

Il resto della classifica vede ovviamente i Pink Floyd, ormai fissi in ogni classifica da 40 anni a questa parte, insieme a Beatles, Rolling Stones e il purtroppo scomparso David Bowie, il cui “Blackstar” perdura in classifica ancora un anno dopo. Quindi tra brani onnipresenti e alcune novità di rilievo, il vinile aumenta il suo raggio di vendita e si conferma come uno dei supporti più ricercati ed amati.

Il vinile, dunque, non è mai morto.

Se ne sono accorti anche in una della case discografiche più famose come la Sony che, dopo quasi 30 anni tornerà a stampare in casa i vinili, supporto analogico accantonato nel 1989 per inseguire l’ascesa dei Cd. Lo farà in Giappone, grazie ad un impianto in via di ammodernamento nelle periferia della città. Secondo il quotidiano Nikkei, in Giappone l’offerta di vinile è decisamene inferiore alla richiesta. Nel paese è in crescita il numero dei giovani che acquistano questi dischi, la cui produzione nel Sol Levante è stata pari a quasi 800mila unità nel 2016, in crescita di otto volte rispetto al 2009.

Nel 2017, secondo il Guardian, diverse nuove fabbriche che producono vinili sono nate negli Stati Uniti, da Detroit a Miami. Stessa storia in Europa, dove la maggior parte delle società che stampano vinili per major ed etichette indipendenti sono nella Repubblica Ceca e in Olanda. Insieme, fa notare la testata, le fabbriche europee riescono a produrre 100mila pezzi al giorno, una cifra che non soddisfa più le richieste. Non stupisce, dunque, che alcune delle più grandi case discografiche stiano pensando di re-investire su questo supporto analogico.

Anche le radio vogliono partecipare alla rinascita del vinile. Parte a settembre, infatti, “Pick up the vinyl“, la nuova trasmissione radiofonica col focus sul meraviglioso mondo del vinile!

Diego e Silvia ci portano dentro il mondo delle vecchie e delle nuove produzioni, in ogni puntata si aprirà e scoprirà un nuovo vinile, che potremo ascoltare per intero in molte radio e webradio nazionali. “Pick up the vinyl“ è riscoprire il passato nel presente e proiettarlo nel futuro!

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